Programma Completo Lega Nord
IL PROGRAMMA COMPLETO DELLA LEGA NORD PADANIA
IMMIGRAZIONE
1) ampliare i poteri dei Sindaci affinché l'azione di contrasto all'immigrazione clandestina sia quanto più effettiva e adeguata alle diverse realtà locali e sia garantito un reale e capillare controllo del territorio;
2) riconoscere il potere di espulsione dei clandestini al Sindaco;
3) rendere più rigorosi i requisiti di ingresso per i cittadini extracomunitari, subordinando il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno all'acquisizione dei rilievi fotodattiloscopici dei richiedenti ed al superamento di un test di conoscenza delle nostre lingue, culture e tradizioni;
4) garantire la certezza della pena e potenziare il sistema carcerario, facendo scontare agli stranieri le condanne nei loro Paesi d'origine;
5) prevedere che nelle moschee sia usata la lingua italiana;
6) consentire i ricongiungimenti familiari solo in seguito all'esito di un test del DNA che accerti, in maniera inequivocabile, l'effettivo vincolo di parentela dei soggetti richiedenti;
7) non concedere il diritto di voto ai cittadini extracomunitari per le elezioni amministrative e politiche;
8) consentire l'acquisizione della cittadinanza solo a chi risiede ininterrottamente in Italia da almeno dieci anni e abbia anche superato un esame di conoscenza delle nostre lingue, culture e tradizioni, che attesti l'effettiva integrazione del soggetto nella comunità ospitante;
9) vietare la celebrazione di matrimoni in assenza del permesso di soggiorno;
10) vincolare all'esito di un referendum della popolazione locale la possibilità di costruire o ampliare moschee ed analoghi centri di aggregazione, che devono, comunque, essere sottoposti, preventivamente e successivamente, a regolari e rigorosi controlli urbanistici e igienico – sanitari;
11) richiedere che nel Trattato sull'Unione europea sia inserito un richiamo esplicito alle comuni radici cristiane dell'Europa, in quanto fattore di coesione e unità, anche spirituale, del continente;
12) utilizzare le forze armate anche per presidiare i confini italiani al fine di contrastare l'ingresso di clandestini;
13) aumentare il numero dei CPT;
14) prevedere sanzioni nei confronti dei paesi che non rispettano gli accordi bilaterali;
15) rifiutare l'amnistia e l'indulto e abolire il patteggiamento per i reati gravi e
di particolare allarme sociale;
16) sottoporre a controlli sanitari tutti coloro che entrano nel territorio italiano.
FEDERALISMO
Il Parlamento del Nord, riunito a Vicenza domenica 2 marzo 2008, delibera
l'approvazione della seguente proposta programmatica, relativa alla promozione di un
autentico ordinamento di tipo federale, articolato in tre Euroregioni.
PRESO ATTO
che il processo di disgregazione e di dissoluzione dello Stato nazionale, come aveva
preconizzato il professor Gianfranco Miglio, procede a ritmi sempre più rapidi ed è
ormai giunto al capolinea, per effetto dell'erosione della propria prerogativa esclusiva
— la sovranità — dal basso, vale a dire a causa delle crescenti istanze di autonomia
delle politiche regionali, e dall'alto, vale a dire a causa della progressiva ingerenza delle
politiche dell'Unione europea nell'ambito delle sfere di competenza delle singole
statualità;
che l'euroregionalizzazione, intesa quale criterio di aggregazione e di organizzazione
degli interessi e degli indirizzi politici regionali, s'è ormai affermata, oggi costituisce un
dato di fatto e alimenta l'affermazione delle identità culturali territoriali;
che questi due soggetti istituzionali — regioni e Ue — trovano ormai ampi margini di
dialogo politico senza la mediazione dello Stato centrale e anche una rappresentanza
istituzionale nel Comitato delle Regioni d'Europa;
che i più recenti orientamenti politici dell'Ue sono finalizzati ad accordare progressivi
margini di autonomia alle unità regionali interne ai singoli Stati ovvero a sviluppare la
cooperazione interregionale, bilaterale e multilaterale, sia sul piano interno, sia sul piano
internazionale, nei fatti archiviando il tradizionale ruolo di mediazione e di ingerenza
dello Stato centrale (nella fattispecie, la cooperazione multilaterale risponde a criteri di
omogeneità culturale, economica e sociale, com'è il caso delle Regioni del Nord);
che, sul piano interno, lo Stato ha abdicato alla propria sovranità in molte realtà
regionali e in plurime circostanze (le così dette — e ormai quotidianamente all'ordine
del giorno — 'emergenze': rifiuti, immigrazione ecc.);
che a partire dai primi anni Novanta — dallo studio della Fondazione Agnelli del 1992 e
dall'elaborazione del progetto politico federale proposto dal professor Gianfranco
Miglio — è sotto gli occhi di tutti la suddivisione del Paese in tre grandi unità regionali,
omogenee e assai affini dal punto di vista economico, sociale e culturale, come
recentemente riconosciuto, per esempio, dall'Osservatorio del Nord-Ovest (non certo
tacciabile di 'simpatie' leghiste);
AUSPICA
la definitiva archiviazione del decentramento — per la verità piuttosto blando e,
comunque, insoddisfacente — che ha caratterizzato e scandito la vita istituzionale del
Paese nell'ultimo decennio, in favore di un autentico federalismo;
INDIVIDUA
nell'istituzione di una 'camera' delle regioni (il Senato federale della Repubblica), sul
modello del Bundesrat tedesco, il momento decisivo del cammino verso il federalismo,
cioè il grimaldello per far 'saltare' il sistema centralista:
- i senatori saranno eletti da ogni Consiglio regionale al proprio interno (cinque
senatori per le Regioni sino a un milione di abitanti, sette per quelle fino a tre
milioni, nove per quelle fino a cinque milioni, dieci per quelle fino a sette milioni,
dodici per quelle con più di dodici milioni di abitanti) e dal Consiglio delle
autonomie locali tra i componenti dei Consigli dei Comuni, delle Province e delle
Città metropolitane (un senatore per le Regioni sino a un milione di abitanti, due
per quelle con più di un milione di abitanti);
- saranno altresì soppresse le Prefetture, simbolo dello Stato centralista di matrice
napoleonica;
PROPONE
la suddivisione del territorio della Repubblica italiana in tre Euroregioni, che
rappresentano la più funzionale articolazione territoriale sulla quale fondare il nuovo
Stato federale. Le prerogative e le funzioni di ogni Consiglio euroregionale e di ogni
Governo euroregionale, nei loro rapporti con il Governo federale della Repubblica e con
l'Ue, sono demandate alla necessaria e radicale riforma costituzionale — che si
configura, dunque, come un vero e proprio patto federale — connessa a questo progetto;
riforma che dovrà ispirarsi al riconoscimento e all'istituzionalizzazione della 'diversità'
economica, sociale e culturale, alle quali lo Stato federale garantirà adeguata tutela ed
espressione, delle euroregioni, a esse accordando una sovranità esclusiva, vale a dire la
libertà, intesa come autonomia e autogoverno, in termini di potere legislativo,
amministrativo, giudiziario. Le tre euroregioni, così federate, saranno rappresentate dal
Senato federale.
FISCO
Premesso che:
- nei confronti della Padania, il progetto di federalismo fiscale deve considerare i numerosi inadempimenti dello Stato centrale per quanto riguarda le opere pubbliche e l'efficienza dei servizi;
- per colmare i ritardi occorre affrontare il problema delle infrastrutture e dei servizi e quindi prevedere un regime speciale transitorio di DIECI anni preliminare al vero e proprio sistema di federalismo fiscale;
- a regime, il progetto di federalismo fiscale prevede una effettiva autonomia delle Regioni il Parlamento del Nord
delibera di approvare i seguenti punti programmatici ritenuti indispensabili per la Padania:
- Regime speciale transitorio
1. Le regioni padane devono avere a disposizione il 90% del gettito fiscale attribuibile al proprio territorio.
2. Il regime "speciale" riguarda un periodo transitorio, ma comunque congruo rispetto ai tempi di realizzazione delle opere pubbliche, periodo che viene individuato in DIECI anni.
3. La responsabilità della gestione del gettito e della conseguente realizzazione degli investimenti, è attribuita alle regioni che hanno titolarità delle risorse, oltre all'obbligo di trasferire il 10% allo Stato centrale.
4. Le maggiori risorse così ottenute devono essere utilizzate almeno per il 75% per la realizzazione delle opere pubbliche e infrastrutture, mentre il restante può essere utilizzato per il miglioramento dei servizi.
- Regime definitivo
1. Indipendentemente dalle competenze costituzionali, le singole Regioni hanno diritto di
affrancarsi dallo Stato centrale per l'ottenimento dell'autonomia fiscale, mediante lo scambio fra il gettito di imposte da gestire autonomamente con parti di debito pubblico; per lo Stato centrale il minor onere per interessi passivi compensa la perdita di gettito delle imposte trasferite alle regioni, al netto degli attuali trasferimenti.
2. Lo scambio così come sopra definito costituisce la base del patto federale ed avviene per il tramite del Senato delle Regioni che cura i rapporti fra ogni singola Regione che decida di affrancarsi e la Repubblica.
3. Ogni Regione può autonomamente decidere per quale quota di imposte affrancarsi con un limite massimo del 90% del proprio gettito territoriale. Conseguentemente viene modificata la suddivisione delle imposte o delle aliquote di più imposte fra Stato e Regioni. Si dà luogo alla compartecipazione delle imposte.
4. Le Regioni hanno autonomia legislativa, impositiva, di aliquota e di accertamento sulle imposte o compartecipazioni di imposte, salvo quanto riservato allo Stato centrale.
5. La riscossione delle imposte avviene da parte delle Regioni, con conseguente inversione degli attuali flussi finanziari. E' soppressa la tesoreria unica.
6. Lo Stato centrale può prelevare soltanto le imposte di sua esclusiva competenza.
7. In via indicativa ed a imposte vigenti, allo Stato centrale sono attribuiti: il 50% delle imposte dirette (Irpef ed Ires), il 50% dell'Iva, le accise su tabacco, alcolici e sugli olii minerali, l'imposta di bollo, le imposte sui capitali e le assicurazioni, i dazi doganali. Di competenza delle Regioni sono: il 50% delle imposte dirette (Irpef ed Ires), il 50% dell'Iva, l'imposta di successione e donazione, le imposte sugli immobili, le tasse sui giochi, la tassa di circolazione, l'imposta di registro, l'imposta sugli spettacoli, l'Irap.
8. All'interno del proprio territorio le Regioni fissano le imposte di competenza provinciale e comunale.
9. Lo Stato centrale stabilisce i principi generali per armonizzare le imposte ai vari livelli
istituzionali in termini di assoggettamento, oggetto, periodo di calcolo delle imposte, procedure e disposizioni penali. Sono escluse dall'armonizzazione le aliquote, le tariffe, le deduzioni e le esenzioni di imposta.
10. Con esclusione delle imposte sul reddito, sono vietate le doppie imposizioni.
11. La perequazione può essere verticale, cioè fra lo Stato centrale e le Regioni per ridurre le differenze di ricchezza.
12. La perequazione può essere orizzontale fra le singole Regioni.
13. L'assegnazione dei fondi perequativi per l'erogazione di servizi costituzionalmente garantiti, deve essere effettuata sulla base di costi standard. E' vietato il riferimento ai costi storici.
14. E' sancita l'immutabilità della classifica della ricchezza delle Regioni anche dopo la
perequazione.
15. Nella perequazione si tiene conto del gettito teorico a parità di pressione fiscale, dell'economia sommersa e del costo della vita.
SICUREZZA
il Parlamento del Nord
delibera di approvare i seguenti punti programmatici ritenuti indispensabili per la Padania
1) attribuire ai Sindaci il potere di adottare ordinanze contingibili ed urgenti non solo in materia sanitaria, ma anche in materia di decoro urbano, accattonaggio, prostituzione e sicurezza dei cittadini;
2) regolamentare le ronde volontarie come nuove figure ausiliarie di supporto alle forze di polizia locale, nell'ambito di un'attività di prevenzione mirata al mantenimento della sicurezza urbana, attribuendo compiti di presidio e vigilanza del territorio:
3) legare la residenza anagrafica alla salubrità dell'alloggio, alla reale dimostrazione di un lavoro e di un reddito minimo proveniente da fonti lecite e prevedere un generale riordino della normativa che disciplina l'anagrafe, la residenza, l'ospitalità e le comunicazioni di cessione di fabbricati.
4) ampliare i delitti punibili penalmente (per esempio la prostituzione per strada o l'accattonaggio) e perseguibili d'ufficio e istituire la banca dati delle impronte digitali o del Dna;
5) estendere i poteri e le funzioni di Pubblica Sicurezza e Polizia Giudiziaria conferiti ai Sindaci e alla Polizia Locale modificando il Testo Unico delle Leggi sulla Pubblica Sicurezza;
6) equiparare la Polizia Locale alla Polizia di Stato, ai Carabinieri e alla Guardia di Finanza attribuendole funzioni di mantenimento dell'ordine pubblico;
7) attribuire al Sindaco e alla Polizia Locale la possibilità di accedere alle informazioni ed ai dati conservati negli archivi SDI (Sistema di Indagine);
8) riconoscere la possibilità di dotare i Corpi di Polizia Locale per l'attività di fotosegnalamento, in modo da alleggerire i compiti di indagine attualmente demandati esclusivamente alle Questure ed ai Carabinieri;
9) regolamentare e controllare le dichiarazioni di "ospitalità" temporanee effettuate da stranieri, anche mediante il monitoraggio del sovraffollamento degli alloggi, indicando un numero massimo di persone che possono risiedere in ciascun alloggio e prescrivere alla Questura l'organizzazione di un archivio unico informatico;
10) consentire agli appartenenti alla Polizia Locale di portare l'arma anche fuori servizio e di utilizzare sfollagente, spray urticanti e pistole elettriche;
11) non consentire i campi nomadi anche se non sono abusivi.
INFRASTRUTTURE
Premesso che:
- gli investimenti in infrastrutture per il Nord sono al di sotto della media europea e
tale situazione ha determinato ritardi e lentezze nella realizzazione delle grandi opere
(Pedemontana Lombarda e Pedemontana Veneta);
- la rete autostradale, dagli anni Settanta ad oggi, ha avuto un incremento nettamente
inferiore a quello fatto registrare dal volume del traffico autostradale, lasciando al Nord
un sistema viario e infrastrutturale arretrato e non degno di una economia avanzata
come la nostra;
- la mancanza e l'inadeguatezza di sistemi di trasporto alternativi a quello su gomma
hanno determinato la congestione delle nostre strade ed autostrade penalizzando il
sistema produttivo del Nord;
- le nostre Regioni pagano inadeguate politiche industriali (come risulta evidente per la
questione dell'hub di Malpensa), sprechi gestionali e tariffari a vantaggio di una parte del
Paese che beneficia del PIL prodotto dal Nord;
- la mancanza di scelte decisionali a livello nazionale nel campo delle infrastrutture e le
vicende legate all'hub di Malpensa danneggiano il sistema economico, imprenditoriale e
sociale della Padania;
il Parlamento del Nord
delibera di approvare i seguenti punti programmatici ritenuti indispensabili per la Padania:
1) esigere il completamento delle infrastrutture indispensabili per l'economia della Padania prevedendo adeguati investimenti;
2) attuare la regionalizzazione della rete autostradale restituendo alla Padania un patrimonio pubblico che deve essere a disposizione di tutti coloro che (cittadini e imprese) hanno bisogno di muoversi;
3) programmare e potenziare i trasporti ferroviari, fluviali e marittimi al fine di ridurre il movimento su gomma delle merci, favorendo la realizzazione di un sistema intermodale e la riqualificazione delle strutture portuali;
4) sostenere il sistema aeroportuale padano e valorizzare l'hub di Malpensa evitando ricadute sociali ed occupazionali in termini di perdita di posti di lavoro e gravi ripercussioni sulle imprese del territorio;
5) realizzare al più presto le opere fondamentali per far muovere la Padania, dalla TAV alle Pedemontane Lombarda e Veneta, dagli assi stradali e ferroviari dei valichi del Sempione, del Gottardo e del Brennero alle grandi arterie di collegamento;
6) costruire il Ponte di Messina dopo la Tav e a costo zero per lo Stato;
7) abolizione dei pedaggi autostradali in Padania;
8) realizzare la Monaco – Padova.
•Ultimo aggiornamento• (••Lunedì• 01 •Settembre• 2008 15:07•)
Programma Elettorale Lega Nord

